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Avvocato Italiano Dubai Assistenza legale italiana negli Emirati Arabi Uniti

Un divorzio pronunciato a Dubai vale in Italia?

Aggiornato il 3 minuti di lettura Tema: Famiglia, minori e successioni
Risposta diretta

Sì, se ricorrono le condizioni di legge. La legge 31 maggio 1995, n. 218 prevede il riconoscimento automatico delle sentenze straniere quando sono definitive, rispettano il contraddittorio e non contrastano con l'ordine pubblico: la trascrizione avviene nei registri dello stato civile italiani.

Divorzio emiratino: valore in Italia — illustrazione della sezione famiglia, minori e successioni del sito

Scritto da Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015. Assistenza a cittadini e imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti.

Il principio

La legge 31 maggio 1995, n. 218 non richiede un giudizio di delibazione per il riconoscimento ordinario.

La sentenza straniera produce effetti in Italia se soddisfa i requisiti previsti dalla norma.

Il controllo è svolto in prima battuta dall'ufficiale dello stato civile.

Il Federal Decree-Law No. 41 of 2022 disciplina il divorzio fra non musulmani negli Emirati.

La qualificazione del provvedimento rileva: decisione giudiziale, non accordo privato.

Il riconoscimento riguarda lo stato civile e, separatamente, le statuizioni economiche.

L'articolo 64 della legge 31 maggio 1995, n. 218 elenca in modo tassativo le condizioni del riconoscimento.

Le condizioni

Il giudice straniero doveva essere competente secondo i criteri dell'ordinamento italiano.

L'atto introduttivo deve essere stato portato a conoscenza del convenuto.

Le parti devono essere state poste in grado di difendersi nel procedimento.

La decisione deve essere passata in giudicato secondo la legge del luogo.

Non deve esistere una sentenza italiana contrastante fra le stesse parti.

Il contenuto non deve contrastare con l'ordine pubblico internazionale italiano.

La verifica dell'ordine pubblico riguarda gli effetti del provvedimento, non la sua conformità al diritto italiano.

La trascrizione

La domanda si presenta al consolato competente o al comune di iscrizione.

Servono la sentenza completa, l'attestazione di definitività e la traduzione giurata.

La legalizzazione o l'apostille dipende dalle convenzioni applicabili al caso.

Il D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 disciplina la trascrizione negli atti di stato civile.

L'ufficiale può rifiutare la trascrizione con provvedimento motivato.

Dopo la trascrizione lo stato libero risulta dai certificati italiani.

La traduzione giurata va eseguita da un traduttore accettato dall'autorità consolare competente. La trascrizione incide sulla capacità di contrarre nuovo matrimonio e sul cognome della moglie, che vanno aggiornati nei registri e nei documenti di identità. L'iscritto all'AIRE comunica la variazione al consolato, che la trasmette al comune di iscrizione.

Quando serve il giudice

In caso di rifiuto della trascrizione occorre rivolgersi alla corte d'appello competente.

Il giudizio serve anche quando occorre eseguire in Italia le statuizioni patrimoniali.

Le decisioni sull'affidamento dei figli seguono criteri autonomi di valutazione.

La legge 31 maggio 1995, n. 218 indica il procedimento da seguire per l'accertamento.

La contestazione di una parte impone comunque il passaggio giudiziale.

I tempi del giudizio vanno considerati prima di programmare un nuovo matrimonio.

L'articolo 67 della legge 31 maggio 1995, n. 218 disciplina l'accertamento davanti alla corte d'appello. Le statuizioni sull'affidamento e sul mantenimento contenute nel provvedimento seguono una valutazione distinta da quella sullo scioglimento del vincolo: la Convenzione dell'Aja del 19 ottobre 1996 sulla responsabilità genitoriale regola i provvedimenti sui minori, mentre gli effetti sul regime patrimoniale fra i coniugi vanno verificati sulla legge che lo governava.

Altre domande su questo tema

Serve una causa in Italia per far valere il divorzio?

Di regola no: la trascrizione avviene in via amministrativa se la documentazione è completa e le condizioni di legge sono rispettate. Il giudizio davanti alla corte d'appello diventa necessario quando l'ufficiale rifiuta la trascrizione o quando una delle parti contesta il riconoscimento.

Vale anche il divorzio ottenuto davanti a un'autorità religiosa?

Il riconoscimento richiede un provvedimento di natura giudiziale, definitivo e reso nel rispetto del contraddittorio. Una forma di scioglimento unilaterale che non abbia garantito la difesa dell'altro coniuge incontra il limite dell'ordine pubblico e non viene trascritta senza un accertamento giudiziale.

E le decisioni su mantenimento e figli?

Seguono una valutazione separata: il riconoscimento dello stato libero non comporta automaticamente l'esecuzione delle statuizioni economiche o sull'affidamento. Per queste occorre di norma un passaggio giudiziale in Italia, nel quale rileva in modo determinante l'interesse del minore coinvolto.

Fonti

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Chi ha scritto questa pagina

Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista. Assiste cittadini e imprese italiane nei procedimenti penali e nelle operazioni societarie che coinvolgono gli Emirati Arabi Uniti, con contatto diretto al numero indicato in ogni pagina.

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