Come funziona l'estradizione fra Italia ed Emirati Arabi Uniti?
I rapporti sono regolati dal Trattato di estradizione firmato ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 e ratificato con la Legge 11 ottobre 2018, n. 125. Il testo, composto da 24 articoli, disciplina presupposti, documentazione e motivi di rifiuto della consegna fra i due Stati.
Scritto da Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015. Assistenza a cittadini e imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti.
La cornice bilaterale
Prima del Trattato la cooperazione avveniva in via di cortesia internazionale, con esiti meno prevedibili: la ratifica del 2018 ha dato una base scritta a entrambi i Paesi.
Insieme all'estradizione la stessa legge ha ratificato il Trattato di mutua assistenza giudiziaria penale, che disciplina rogatorie e acquisizione di atti.
Le due procedure sono distinte: una riguarda la consegna della persona, l'altra la circolazione delle prove.
La distinzione conta anche nella pratica quotidiana: una richiesta di documenti non implica una richiesta di consegna, e confondere le due cose porta a reazioni sproporzionate o, al contrario, a sottovalutare un atto rilevante.
I presupposti e i limiti
I trattati di estradizione contengono condizioni ricorrenti: doppia incriminazione, soglia di gravità del reato, principio di specialità e motivi di rifiuto.
La verifica va fatta sul testo del Trattato applicabile al caso concreto, articolo per articolo, perché ogni accordo bilaterale ha formulazioni proprie.
Il Trattato del 16 settembre 2015 è composto da 24 articoli e disciplina anche la documentazione a corredo della richiesta e i rapporti fra le autorità centrali dei due Stati: la verifica formale di quegli allegati è spesso il primo terreno di difesa.
Cosa accade in concreto
La persona raggiunta da una richiesta può essere sottoposta a misure restrittive nello Stato richiesto mentre la procedura si svolge.
In caso di fermo l'articolo 36 della Convenzione di Vienna del 1963 riconosce il diritto di informare il proprio consolato e di ricevere visita.
La difesa tecnica davanti alle corti onshore spetta a un advocate iscritto al Roll ai sensi del Federal Decree-Law No. 34 of 2022.
La famiglia può attivare subito il Consolato Generale d'Italia a Dubai: è un canale ufficiale e tracciabile, che consente la verifica del luogo di detenzione e il colloquio previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963.
Il doppio binario
Alla procedura negli Emirati si affianca quella italiana: memorie all'autorità giudiziaria, verifica degli atti trasmessi, eventuale procedimento di merito in corso in Italia.
Le due difese vanno tenute allineate fin dall'inizio, perché ciò che si dichiara in una sede è utilizzabile nell'altra e le tempistiche si condizionano a vicenda.
Va valutata anche l'esistenza di un procedimento italiano già pendente sugli stessi fatti, perché incide sulla posizione complessiva e sui tempi. La Legge 11 ottobre 2018, n. 125 fornisce la cornice, ma il coordinamento operativo va costruito caso per caso.
Altre domande su questo tema
Esiste davvero un trattato fra Italia ed Emirati?
Sì. Il Trattato di estradizione è stato firmato ad Abu Dhabi il 16 settembre 2015 e ratificato dall'Italia con la Legge 11 ottobre 2018, n. 125, insieme al Trattato di mutua assistenza giudiziaria penale fra i due Stati.
Un cittadino italiano può essere consegnato?
I trattati disciplinano espressamente la posizione dei cittadini dello Stato richiesto, con soluzioni che variano da accordo ad accordo. La verifica va fatta sul testo applicabile e sulla qualificazione del reato contestato, non su regole generali.
Cosa devo fare per primo se ricevo una notizia di questo tipo?
Attivare il consolato e incaricare una difesa su entrambi i fronti, italiano ed emiratino. Il tempo è la variabile decisiva: le prime decisioni, comprese quelle sulle misure restrittive, si prendono in giorni e non in settimane.
Fonti
Parlare con un avvocato
Per una valutazione del caso il canale più rapido è WhatsApp: descrivi la situazione, il luogo e la data dei fatti. Il telefono risponde anche fuori orario d'ufficio, con il fuso di Dubai tre ore avanti rispetto all'Italia.
Chi ha scritto questa pagina
Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista. Assiste cittadini e imprese italiane nei procedimenti penali e nelle operazioni societarie che coinvolgono gli Emirati Arabi Uniti, con contatto diretto al numero indicato in ogni pagina.
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