Come sono tassati i compensi dell'amministratore che vive a Dubai?
Contano la sede della società e non il luogo di lavoro. La convenzione del 22 gennaio 1995 assegna l'imposizione dei compensi di amministratore allo Stato in cui risiede la società che li paga: il compenso erogato da una società italiana resta imponibile in Italia anche se l'amministratore vive negli Emirati.
Scritto da Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015. Assistenza a cittadini e imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti.
La regola della convenzione
La convenzione del 22 gennaio 1995 dedica ai compensi degli amministratori una disposizione autonoma rispetto al lavoro dipendente.
Il criterio è la residenza della società: non rileva dove si tengono i consigli né dove l'amministratore soggiorna.
La stessa regola vale a parti invertite per il compenso pagato da una società emiratina a un residente italiano.
Negli Emirati il compenso non sconta imposta personale, quindi il prelievo definitivo è quello dello Stato della società.
La disposizione riguarda i compensi collegati alla carica: gli altri redditi seguono le rispettive regole della convenzione del 22 gennaio 1995.
La ritenuta italiana
Il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 prevede per i compensi corrisposti a non residenti una ritenuta a titolo d'imposta.
Il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 considera prodotti in Italia i compensi erogati da soggetti residenti.
La società paga il compenso al netto e non è dovuta alcuna dichiarazione italiana per quella somma.
Il rimborso spese documentato segue regole diverse e va tenuto distinto in contabilità e in delibera.
La certificazione unica va rilasciata anche al non residente, perché documenta la ritenuta applicata e serve per l'eventuale rimborso.
Amministratore o dipendente
Se la stessa persona ha anche un rapporto di lavoro con la società, i due redditi seguono regole distinte.
Il lavoro dipendente è imponibile nello Stato in cui l'attività è materialmente svolta, con le eccezioni previste dalla convenzione.
La distinzione va documentata con delibere, contratti e descrizione effettiva delle mansioni.
Una qualificazione approssimativa espone a contestazioni su ritenute e contributi.
Il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 assimila i compensi di amministratore ai redditi di lavoro dipendente, ma solo ai fini della determinazione della base.
Il rischio della sede amministrativa
Se l'amministratore di una società emiratina risiede in Italia, il luogo di direzione può attrarre la società al fisco italiano.
Il D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 considera residenti le società con sede di direzione effettiva nel territorio dello Stato.
Verbali, decisioni e corrispondenza devono riflettere dove le scelte sono prese davvero.
I viaggi e le presenze vanno documentati, perché in verifica servono prove e non ricostruzioni a posteriori.
Il rischio riguarda anche le società di free zone, perché la sede di direzione effettiva prevale sul luogo della licenza commerciale.
Altre domande su questo tema
Il compenso di amministratore di una società di Dubai va dichiarato in Italia?
Non va dichiarato se chi lo percepisce è effettivamente residente negli Emirati e iscritto all'AIRE. Se invece resta residente in Italia, il reddito mondiale è imponibile e il compenso va indicato, con eventuale credito per imposte estere che negli Emirati di norma non esistono.
Si può rinunciare al compenso per evitare la ritenuta?
La rinuncia è possibile ma va deliberata prima della maturazione, altrimenti il credito rinunciato può assumere rilevanza fiscale. Una carica gratuita è legittima, però deve risultare dallo statuto o da una delibera chiara, non da una prassi non documentata.
Cosa serve per applicare subito l'aliquota convenzionale?
Serve il certificato di residenza fiscale emiratino relativo al periodo d'imposta e una dichiarazione del percettore sulla carica ricoperta. La società conserva i documenti a supporto della ritenuta applicata. In mancanza si applica la misura interna e il rimborso si chiede entro 48 mesi dal versamento.
Fonti
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Chi ha scritto questa pagina
Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista. Assiste cittadini e imprese italiane nei procedimenti penali e nelle operazioni societarie che coinvolgono gli Emirati Arabi Uniti, con contatto diretto al numero indicato in ogni pagina.
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