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Avvocato Italiano Dubai Assistenza legale italiana negli Emirati Arabi Uniti

Serve la certificazione halal per vendere prodotti a Dubai?

Aggiornato il 3 minuti di lettura Tema: Rapporti commerciali
Risposta diretta

Per alcune categorie sì. Lo schema halal degli Emirati è gestito dal Ministry of Industry and Advanced Technology, che accredita gli organismi di certificazione: i prodotti di origine animale destinati al consumo richiedono la certificazione, mentre per altre merci resta una scelta commerciale.

Certificazione halal per vendere a Dubai — illustrazione della sezione rapporti commerciali del sito

Scritto da Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Napoli n. 14553, patrocinante in Cassazione dal 23/10/2015. Assistenza a cittadini e imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti.

Chi certifica

Il Ministry of Industry and Advanced Technology governa lo schema nazionale halal.

Gli organismi di certificazione devono essere registrati e accreditati per operare.

Un certificato rilasciato da un ente non riconosciuto non viene accettato all'importazione.

L'elenco degli organismi riconosciuti è pubblicato e va verificato prima di incaricarli.

Le autorità locali svolgono i controlli sul mercato e nei punti vendita.

Il marchio halal nazionale segnala la conformità allo schema degli Emirati.

Il Ministry of Industry and Advanced Technology pubblica i requisiti halal applicabili e l'elenco degli organismi registrati.

Come si ottiene

L'azienda presenta domanda all'organismo accreditato indicando i prodotti interessati.

Segue un audit dello stabilimento e della catena di fornitura delle materie prime.

Vanno documentate la separazione delle linee e le procedure di sanificazione.

Le materie prime di origine animale richiedono a loro volta certificazione a monte.

Il certificato ha durata limitata e richiede verifiche periodiche di mantenimento.

Ogni modifica della ricetta o del fornitore va comunicata all'organismo.

Il Ministry of Industry and Advanced Technology riconosce gli organismi esteri attraverso procedure di accreditamento dedicate. L'audit iniziale richiede in genere alcune settimane fra documentazione e visita in stabilimento.

Etichetta e controlli

L'etichetta deve riportare le informazioni richieste anche in lingua araba.

Gli ingredienti di origine animale e l'alcol vanno dichiarati in modo esplicito.

La Federal Law No. 15 of 2020 sanziona le indicazioni ingannevoli sui prodotti.

La registrazione del prodotto presso le autorità locali precede l'immissione in commercio.

I controlli doganali verificano certificato, etichetta e documenti sanitari.

Una difformità comporta il blocco della partita e, nei casi gravi, la distruzione.

Il blocco di una partita comporta costi di sosta che maturano ogni giorno di fermo.

Per l'esportatore italiano

Conviene individuare l'organismo riconosciuto prima di programmare la spedizione.

I tempi di certificazione vanno inseriti nel piano commerciale, non trattati come formalità.

Il contratto con l'importatore deve indicare chi sostiene i costi della certificazione.

Va definito chi risponde del blocco doganale dovuto a documenti incompleti.

La certificazione halal non sostituisce i documenti sanitari richiesti per l'alimentare.

Le indicazioni geografiche protette vanno tutelate a parte con la registrazione del marchio.

La Federal Law No. 15 of 2020 sanziona le indicazioni non veritiere sull'origine e sulla conformità del prodotto.

Altre domande su questo tema

Vale una certificazione halal ottenuta in Italia?

Vale se l'organismo che l'ha rilasciata è riconosciuto nello schema degli Emirati. La verifica va fatta prima dell'incarico, perché un certificato emesso da un ente non riconosciuto porta al blocco della merce in dogana e a costi che il contratto di fornitura spesso non ripartisce.

Serve anche per prodotti senza ingredienti animali?

Per molte categorie non è obbligatoria e resta una scelta commerciale, utile per l'accettazione sul mercato. Attenzione però agli ingredienti meno evidenti, come gelatine, emulsionanti o aromi contenenti alcol, che possono far rientrare il prodotto fra quelli soggetti a verifica.

Quanto dura la certificazione?

Ha una validità limitata e richiede verifiche periodiche di mantenimento. Il certificato copre prodotti e stabilimenti indicati nella domanda: un cambio di fornitore delle materie prime o una modifica della ricetta impongono l'aggiornamento, altrimenti la copertura non è più opponibile all'importazione.

Fonti

Parlare con un avvocato

Per una valutazione del caso il canale più rapido è WhatsApp: descrivi la situazione, il luogo e la data dei fatti. Il telefono risponde anche fuori orario d'ufficio, con il fuso di Dubai tre ore avanti rispetto all'Italia.

Chi ha scritto questa pagina

Avv. Massimo Romano, Avvocato penalista. Assiste cittadini e imprese italiane nei procedimenti penali e nelle operazioni societarie che coinvolgono gli Emirati Arabi Uniti, con contatto diretto al numero indicato in ogni pagina.

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